Il  Sig.Lorenzo Puccinelli Sannini, segretario dell’associazione Destra Domani, ci invia questo interessante articolo che volentieri pubblichiamo:

 

“Stamani mi è capitato di leggere su yahoo.it il seguente articolo. Si tratta di un’intervista fatta all’economista di livello internazionale Fabrizio Zampieri. Mi è sembrato interessante e quindi, dopo averne evidenziato in grassetto gli aspetti che mi sono parsi più significativi, ve lo ripropongo aggiungendo in calce qualche commento personale.

Le previsioni per il futuro sono anche peggiori dei già disastrosi dati macro del presente. Nemmeno più la propaganda politica riesce a nascondere il crollo cui stiamo andando incontro. Eppure, sul Titanic Italia, qualcuno continua a danzare mentre il Paese va a picco. Come salvarsi? La risposta nell’intervista a Fabrizio Zampieri, economista e Head (Other OTC: HEDYYnotizie) of Finance Department di Eurocom Investment Dubai.

D: Vendite al dettaglio che a maggio sono a -0,7% e su base annua a -0,5%, il Pil allo 0,2% (nella migliore delle ipotesi), produzione industriale in calo, bilancia commerciale in peggioramento, senza poi ricordare quella disoccupazione che sfiora il 13% e che, non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente, fa paura. Fabbisogno statale cresciuto di 25 miliardi in 5 mesi, proprio mentre la pressione fiscale è ormai oltre ogni limite, anche della logica, con tasse spesso addirittura contraddittorie e lacunose per le stesse istituzioni che si trovano a cancellare date e scadenze. Cos’è l’Italia oggi?

R: L’Italia secondo me è com’era qualche anno fa, una nazione alla deriva, un Paese sull’orlo della bancarotta e del default. Di (KSE: 003160.KSnotizie) fatto l’Italia è già un Paese commissariato, visto che si sono succeduti già due governi tecnici, quello di Monti e di Letta, mentre quello attuale è un governo delle larghe intese, governo che si trova sotto la supervisione della Bce (Toronto: BCE-PA.TOnotizie) , della Commissione europea e del Fondo Monetario Internazionale, organismi sempre presenti in occasione dei commissariamenti di nazioni. Ma l’Italia è anche quella che risulta dai dati forniti da enti e organismi ufficiali internazionali, famosi ed accreditati. Quello dell’Italia è quindi un quadro assai negativo e che rimarrà tale ancora per diverso tempo. E di sicuro non è quello che ci viene fornito dai governanti e dai media istituzionali, al loro servizio. Tra l’altro fa riflettere anche un altro dato di questi giorni, un Pil stimato a +0,8% dal nostro Governo, poi rivisto nettamente al ribasso proprio dallo stesso Renzi che ha dichiarato effettivamente che non si andrà oltre lo 0,3% di crescita per il 2014. La mia convinzione è perciò quella di una nazione quasi allo sbando e sull’orlo del fallimento.

D: Lo stesso Padoan alla fine è stato costretto ad ammettere che la situazione macro è anche peggiore di quanto avevano previsto.

R: Mi meraviglio che Padoan abbia rettificato queste sue dichiarazioni, visto che fino a qualche giorno fa era uno di quelli che diceva che il Paese ce l’avrebbe fatta, che la nazione era, come ormai si suol dire, in fondo al tunnel, che il debito italiano è un debito sostenibile etc. Assurdo ma vero: le sue prime dichiarazioni non erano veritiere mentre quelle attuali lo sono. Infatti lo scopo è proprio quello di non allarmare l’opinione pubblica, ma i dati economici continuano a mostrare un quadro negativo.

D: Quando le tensioni economiche arrivano ad essere estreme, è facile che giungano anche quelle sociali. Il divario tra ricchi e poveri è aumentato, eppure il governo incentiva l’uso del conto corrente e dei pagamenti via carta di credito (ufficialmente per combattere l’evasione), con tutti gli ovvi costi aggiuntivi. Un provvedimento necessario oppure la vera evasione si combatte con altre armi?

R: Questa è una bella domanda, piuttosto articolata e con all’interno molti spunti per numerose considerazioni critiche e di attualità. Personalmente, credo che nell’arco di 5 o 6 mesi si possa assistere alla nascita di disordini sociali tra la popolazione con atti e manifestazioni che potrebbero raggiungere livelli anche pericolosi. Questo significa che la disperazione, ma anche la sopportazione dei cittadini è arrivata al culmine. Le azioni del Governo poi, come ad esempio la spinta ad un maggior uso del conto corrente e di altri strumenti telematici (bancomat, carte di credito, pos -ora resi obbligatori anche per i professionisti-, carte pre-pagate, ecc..) hanno un duplice scopo: prima di tutto rendere più controllabili e “schedabili” i cittadini, e dall’altra parte, continuare a sostenere le banche nella loro attività fatta soprattutto di speculazione e profitto. Basti pensare ai miliardi di euro che entreranno nelle casse degli istituti di credito sotto forma di spese, di commissioni, interessi passivi derivanti dall’uso, nel caso diventi obbligatorio, di questi strumenti telematici. Si parla inoltre nuovamente dell’abbassamento del limite dell’uso del contante: soglia di 30 euro per ogni transazione… Senza dimenticare le nuove immissioni di liquidità promesse dalla Bce a favore del sistema bancario che, come già successo in passato, saranno incamerate dalle banche e poi da loro sfruttate a fini speculativi o per risanare i loro bilanci, senza che questi capitali raggiungano l’economia reale, le aziende e le famiglie che ne hanno realmente bisogno.

Per quanto riguarda invece l’evasione fiscale, credo che sia diventata una moda quella di parlare di questa tematica e sfruttarla quasi come alibi per giustificare il fatto che il nostro Paese si trova in una situazione critica. Secondo il mio punto di vista le vere problematiche per l’Italia sono altre: prima di tutto la politica; il nostro Paese è governato da sempre, e lo è tuttora, da una classe politica fatta di disonesti, incompetenti, corrotti e corruttori dove spesso ha prevalso l’interesse privato e affaristico rispetto al bene comune dei cittadini. E mi riferisco all’intero schieramento politico; centro, destra e sinistra, accomunando tutti i partiti. In occasione dello scoppio del recente scandalo legato alle tangenti del Mose, solo per fare l’ultimo esempio, Renzi ha dichiarato che “le mele marce saranno sicuramente individuate e punite”. Ma Renzi forse fa finta di non sapere che il nostro sistema è basato sulla prassi diffusa della tangente come anche della raccomandazione. Non è perciò un discorso di mele marce, ma di malaffare e di malcostume ormai cronico e diffuso. Una soluzione ideale sarebbe quello di azzerare il sistema e ripartire. L’altro cancro, parola orrenda ma che proprio per la sua gravità rende bene l’idea, che affligge l’Italia è rappresentato dall’entrata nell’Unione Europea e dall’adozione dell’euro da parte dell’Italia. Tutte misure che sappiamo benissimo non essere mai state votate e volute dal popolo italiano ma che invece ci sono state imposte da determinati personaggi politici, che io definisco al soldo delle grandi istituzioni finanziarie ed economiche internazionali. Ciò che poi mi fa sorridere, ma purtroppo in maniera amara, è il fatto che oggi ci siano politici e pseudo economisti i quali sostengono ancora che senza l’euro l’Italia sarebbe stato un Paese ancora più disastrato. E su questo preferisco non commentare perché si aprirebbe una polemica molto più ampia che ci allontanerebbe dall’argomento principale.

D: Impossibile non pensare ad una corruzione che è impronta tipica della politica italiana dal suo nascere nel 1860 e che, a fasi alterne, ha visto poi il suo apice nel sistema smascherato da Mani Pulite. Ma che a quanto pare non ha fatto molto.

R: Una breve inciso, giusto per sottolineare che il malaffare c’è sempre stato a livello politico. Ma oltre al malaffare, che continua ad esserci, adesso siamo entrati anche nell’Unione Europea, se non altro a livello di unità monetaria, quindi adesso dobbiamo attenerci anche a quei famosi paletti imposti dall’Europa. A questo punto la torta da spartire diventa più piccola perché una parte deve andare all’Europa, la stessa che, per ottenerla, ci impone l’austerity per ripianare parte dell’enorme debito pubblico (proprio in questi giorni ha raggiunto il nuovo record negativo di oltre 1.160 miliardi di euro…). (omissis…..)

Personalmente ed anche in veste di segretario dell’Associazione cultural-politica Destra Domani, penso che alcune delle affermazioni di Zampieri siano assolutamente condivisibili.

Che il nostro Paese sia sull’orlo del default mi sembra una realtà difficile da negare da parte di chiunque. Le rassicurazioni in senso contrario quasi quotidianamente esternate da Napolitano, da Renzi, dagli esponenti del Governo e dai mass media a loro asserviti, hanno uno scopo evidente: quello di non allarmare l’opinione pubblica. Si afferma che le riforme costituzionali a cui il buon Matteo ha messo mano dovrebbero riportare l’Italia sulla via del benessere. Sinceramente come possano, le riforme del senato, attuata oltre tutto, senza coinvolgere minimamente l’opinione dei cittadini, dell’articolo quinto ed anche della legge elettorale, risolvere i problemi economici, produttivi ed occupazionali degli Italiani, risulta, almeno per me, un concetto incomprensibile.

Io credo, come afferma Zampieri, che il primo problema dell’Italia sia costituito dal fatto di avere una intera classe politica disonesta, incompetente, corrotta e per di più asservita alle istituzioni finanziare ed economiche internazionali; classe politica che, se rimarrà ancora al potere, finirà davvero, forse non fra sei mesi, ma sicuramente nel corso del 2015, per scatenare nel nostro paese gravi disordini sociali magari anche cruenti. Il popolo italiano è dotato di una pazienza quasi infinita, ma quando subentrerà la disperazione generalizzata, anche la sopportazione degli italiani raggiungerà il suo limite.

A tutto questo non esiste rimedio? Forse si: si tratta di azzerare il sistema e di ricominciare da capo. In tempi normali per attuare un’operazione del genere ci vorrebbero degli anni, ma noi degli anni non ce li abbiamo. Noi abbiamo a disposizione una manciata di mesi. Sarà possibile? Forse no, ma vale comunque la pena di tentare.

Destra Domani, ovviamente parlando a livello locale, ha, fin dalla sua nascita, posto al centro della sua attività la creazione di un contenitore unico di tutte le anime dell’area di centro-destra da cui potessero emergere un programma condiviso, esponenti politici nuovi e possibilmente giovani accuratamente preparati e, magari attraverso elezioni primarie, un candidato unico a cui affidare la guida della nostra città. Questa persona dovrebbe essere dotata di un forte carisma, di una profonda onestà intellettuale e risultare esente da qualsiasi scheletro nell’armadio, in modo da poter godere della fiducia dell’intera cittadinanza, al di là di una specifica ideologia politica. Esiste un personaggio dotato di queste caratteristiche a Pescia? Forse si e ancora non lo conosciamo.

Se ci riuscissimo a livello locale, forse il nostro successo potrebbe servire da stimolo per altre realtà territoriali e magari anche, con l’appoggio di movimenti come il CESI di Roma, proiettare l’impulso di totale rinnovamento addirittura in sede nazionale.

Nel convegno che Destra Domani organizzò a maggio in collaborazione appunto con il CESI e che si intitolava “Una nuova Costituzione per un diverso modello di sviluppo”, parlammo soprattutto delle modifiche da apportare al dettato costituzionale. Nel prossimo congresso che vorremmo tenere ancora a Pescia entro la fine dell’anno, ma questa volta avente caratura nazionale, si parlerà proprio di un “nuovo modello di sviluppo” che sarà profondamente diverso dal modello che hanno in mente i nostri politici attuali, ammesso che ne abbiano uno.

E’ per queste ragioni che Destra Domani ha deciso di pubblicare su Facebook un invito rivolto a tutti e soprattutto ai giovani perché prendano in considerazione un eventuale loro adesione al movimento. Quanti più saremo a remare nella stessa direzione, tanto maggiori saranno le possibilità di sopravvivere alla tempesta. Nell’interesse generale, credetemi.”

Lorenzo Puccinelli Sannini