Organizzata dall’Istituto Storico Lucchese e dall’amministrazione comunale di Pescia, curata dalla direttrice di “Storia e storie al femminile” Claudia Massi, si tiene venerdi 31 gennaio, alle ore 16,30, con ingresso libero, nella gipsoteca Libero Andreotti del Palagio (piazza del Palagio,7, Pescia) una conferenza che, dove è stata sviluppata, ha riscosso sempre un grande successo per la profondità della trattazione del tema.

“Il sepolcro di Ilaria del Carretto: una storia diversa” è un vero e proprio viaggio guidato da Annamaria Giusti già direttrice all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e con tanti altri titoli accademici e onorificenze varie.

Su questo sepolcro celeberrimo molto è stato detto, ma permangono aspetti enigmatici che hanno sollecitato Annamaria Giusti ad approfondire la ricerca d’archivio e bibliografica. Ne sono scaturite notizie e deduzioni che aprono la strada ad altre e possibili ipotesi su questo problematico capolavoro. A fornire materia di discussione sono l’aspetto d’origine del sepolcro, che sicuramente non è quello che oggi vediamo, l’identità della splendida gisante e l’autografia stessa di Iacopo della Quercia. Il fascino straordinario che quest’opera da sempre esercita pone l’esigenza imprescindibile di liberarla da antichi pregiudizi che ostacolono la ricerca di una più calzante verità storica.

“Un appuntamento molto interessante – commenta Guja Guidi, vicesindaco e assessore alla cultura – su questo splendido esempio dell’arte funeraria dell’arte cristiana che però, a giudizio di molti, nasconde qualcosa e offre molti spunti per una analisi che sfugge alle semplici considerazioni che possiamo fare guardando una opera d’arte. Tutti possono partecipare e ci auguriamo che siano tanti i pesciatini a prendere parte all’iniziativa”.

 

 

Annamaria Giusti dal 1976 al 2013 è stata direttore storico d’arte  presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Dal 1978 ha diretto continuativamente il Museo dell’ Opificio, riallestito su suo progetto nel 1995, e ha inoltre diretto, in periodi alterni, i settori di restauro del mosaico e pietre dure; dei materiali lapidei; delle terrecotte; dei bronzi e armi antiche. Dal marzo 2008 ha rivestito l’incarico di Direttrice della Galleria d’Arte Moderna.

Tra  i  maggiori  restauri  diretti  negli  oltre  trent’anni  di  attività  all’  Opificio,  sono  il  ciclo  delle  statue  marmoree  di Orsanmichele a Firenze, il pulpito di Donatello per il Duomo di Prato, il Battesimo di Cristo di Andrea Sansovino per il Battistero di Firenze, il San Matteo di Michelangelo, i mosaici del Battistero di Firenze, la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti, ecc.

Recentemente si è dedicata con più assiduità alla cura di mostre storico-artistiche di vario argomento: nel 2004, Masters of  Florence, tenutasi a Memphis (Tennessee), che ha presentato una rassegna di storia e arte nella Firenze medicea, lungo il corso di quattro secoli. Nel 2006, Arte e Manifattura di corte a Firenze.

Dal tramonto dei Medici all’Impero, a Palazzo Pitti, che ha illustrato l’ attività della manifattura granducale di pietre dure in epoca settecentesca, e i rapporti con il contesto artistico locale e internazionale. Nel 2008 è stata co-curatrice della mostra The  Splendour  of   the Medici.  Art  and Life  in Renaissance Florence, che si è tenuta nel Museo delle Belle Arti di Budapest nel periodo gennaio-maggio 2008.

Nel luglio settembre 2008 ha curato al Metropolitan Museum di New York la mostra Art of  Royal Court. Pietre dure frome the palaces of  Europe, scaturita da una sua idea e curata insieme a Ian Wardropper e Wolfram Koeppe, del Metropolitan Museum.  Fa parte del Comitato Scientifico del Museo Civico di Pescia.  È  consulente  culturale  dell’Opera  della  Cattedrale  di  Lucca,  in  particolare  per  le  celebrazioni  dei  950  anni  dalla dedicazione di San Martino, che ricorrono in questo 2020

 

 

Comunicato stampa