TIPO Festival 2026

Fabbric’azioni: le fabbriche di Prato aprono le porte ai visitatori.

Tour esclusivi tra aziende, archivi tessili,

luoghi della produzione e archeologia industriale

 

Dal 22 al 25 ottobre torna il festival di turismo industriale

che porta il pubblico nel cuore del distretto tessile più grande d’Europa.

Numerosi gli itinerari alla scoperta dell’identità produttiva della città:

un viaggio tra tradizione, innovazione ed economia circolare

 

 

 

Entrare nelle fabbriche, scoprire come nascono tessuti e filati, conoscere le storie delle imprese e delle persone che hanno reso Prato un punto di riferimento internazionale per il settore tessile. Dal 22 al 25 ottobre 2026 torna TIPO Festival, il festival di turismo industriale che apre le porte del distretto tessile più grande d’Europa, con un ricco programma di Open Factories, tour guidati e itinerari alla scoperta dei luoghi della produzione e della cultura cittadina, tra aziende storiche, realtà innovative e spazi dell’archeologia industriale.Giorni di Fabbric’azioni, di “cose belle” che prendono forma nelle fabbriche e sul territorio, per toccare con mano materiali e lavorazioni, incontrare le eccellenze imprenditoriali e scoprire la cultura del lavoro che caratterizza Prato. Per l’edizione 2026, intitolata Fabbric’azioni, il festival accompagnerà i visitatori alla scoperta di una meta originale della “Toscana che non ti aspetti”, dinamica e contemporanea, dove le radici della tradizione manifatturiera si intrecciano con le sfide del presente e le nuove frontiere della sostenibilità. Un’edizione che segna anche un’importante evoluzione grazie al progetto europeo EPIC – Experience Prato Industrial Culture, che introduce nuove esperienze e strumenti innovativi per valorizzare il patrimonio industriale.

 

Diversi gli appuntamenti da non perdere nelle Open Factories, occasioni speciali per entrare in aziende e impianti produttivi, osservare da vicino le lavorazioni e conoscere storie di impresa che attraversano generazioni.

 

Si parte venerdì 23 ottobre con Comistra di Montemurlo (ore 17-18.30), storica azienda del distretto tessile attiva dal 1920 e oggi punto di riferimento internazionale nella rigenerazione delle fibre tessili e nella produzione di lana e tessuti riciclati. Nata dall’intuizione di Alfredo Tesi e cresciuta attraverso quattro generazioni della stessa famiglia, Comistra ha trasformato la tradizione del recupero in un modello industriale di economia circolare, dove gli scarti tessili diventano nuove materie prime di alta qualità. La visita permetterà di conoscere da vicino processi produttivi, tecnologie e soluzioni che uniscono artigianalità, innovazione e sostenibilità ambientale.

 

Sempre venerdì 23 ottobre il pubblico potrà scoprire in anteprima il nuovo Plures Textile Hub di Prato, un progetto innovativo che rafforza il ruolo della città come punto di riferimento europeo per l’economia circolare nel tessile. I partecipanti potranno visitare il nuovo impianto dedicato alla selezione e al trattamento dei rifiuti tessili, progettato per favorire il riuso e il riciclo dei materiali attraverso tecnologie all’avanguardia. Un’occasione per conoscere il futuro di un distretto che ha fatto della capacità di recuperare e trasformare le materie prime uno dei propri tratti distintivi.

 

Sabato 24 ottobre si entrerà nel cuore delle lavorazioni tessili con la visita al Gruppo Colle, a Usella, nel comune di Cantagallo, dove sono previsti tre turni a partire dalle 9.30. Un viaggio esclusivo dalla tintoria industriale al mondo creativo di DHG – Dyeing House Gallery, per seguire il percorso delle fibre e dei filati e scoprire come competenze manifatturiere, ricerca sul colore, tecnologie avanzate e attenzione alla sostenibilità contribuiscano alla realizzazione di prodotti tessili di alta qualità. Il pubblico potrà esplorare gli spazi produttivi e conoscere processi, professionalità e tecniche che rendono questa realtà un’eccellenza della filiera.

 

Nel pomeriggio di sabato 24 ottobre, alle 15 e alle 15.15, sarà la volta del lanificio Marco Lucchesi – Vivere in Tessuto, azienda le cui origini risalgono al 1897. Una storia imprenditoriale che attraversa oltre un secolo di trasformazioni e che oggi si racconta attraverso un prezioso archivio privato, ricco di collezioni e testimonianze. La visita guidata consentirà di scoprire un vero e proprio museo aziendale, custode della memoria creativa e produttiva del lanificio, tra tradizione, gusto e innovazione.

 

Sempre sabato 24 ottobre Manteco di Montemurlo aprirà le porte ai visitatori con due turni di visita, alle 15.30 e alle 17. Fondata nel 1941 da Enzo Anacleto Mantellassi, l’azienda rappresenta una delle storie più significative della tradizione tessile pratese, capace di trasformare una vecchia coperta militare nell’inizio di un percorso imprenditoriale d’eccellenza. Oggi Manteco è conosciuta per la produzione di tessuti di lusso e per l’innovazione nella lana rigenerata, grazie a processi come Recype® e alle fibre riciclate MWool®. Un’esperienza per conoscere una realtà dove ricerca, creatività e soluzioni circolari tracciabili sono al centro dell’attività produttiva.

 

Non solo visite in fabbrica: il festival propone anche tour originali per scoprire l’identità industriale e culturale di Prato, attraverso percorsi che uniscono imprese, luoghi simbolo, storie di lavoro e trasformazioni urbane.

 

Sabato 24 e domenica 25 ottobre, con partenza alle 9.30 dal Museo del Tessuto, l’itinerario “Il distretto vivo, tra impresa e identità” accompagnerà i partecipanti alla scoperta di alcune realtà rappresentative della produzione contemporanea. Le tappe presso Tessitura Italia, Rifò e Lofoio, coinvolte in alternanza, permetteranno di approfondire il legame tra tradizione manifatturiera, nuove competenze ed economia circolare. Il percorso toccherà anche Palazzo Pretorio, creando un collegamento tra patrimonio storico, cultura d’impresa e innovazione.

 

Negli stessi giorni, nel pomeriggio, “Storie di filo e comunità” proporrà un altro viaggio nella città del tessile, tra il Duomo di Prato, Casa Datini e Lanarchico. Un itinerario attraverso le storie delle persone, le vicende imprenditoriali e i luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità produttiva e sociale della città, facendo dialogare passato, presente e futuro. Questo percorso si concluderà con un’attività laboratoriale che permetterà ai partecipanti di trasformare in esperienza diretta e creativa gli spunti raccolti lungo il percorso.

 

Tra gli appuntamenti dedicati al patrimonio industriale, sabato 24 e domenica 25 ottobre torna anche “Da fabbrica a polo culturale”, la visita guidata alla ex Cimatoria Campolmi, oggi sede del Museo del Tessuto e della Biblioteca comunale Lazzerini. Il percorso permetterà di esplorare gli ambienti più significativi dell’antico complesso, ripercorrendo le fasi della lavorazione tessile che vi si svolgevano e le trasformazioni che lo hanno reso uno dei principali poli culturali cittadini. Un viaggio nella memoria industriale di Prato e nella sua capacità di dare nuova vita agli spazi della produzione.

 

Sabato 24 ottobre sarà possibile scoprire anche la Gualchiera di Coiano, antico opificio legato alla lavorazione della lana e al sistema delle gore pratesi. A partire dalle 10 sono previste visite guidate in occasione dei dieci anni dell’Associazione “Insieme per il recupero della Gualchiera di Coiano”, per conoscere la storia e il percorso di valorizzazione di uno dei luoghi simbolo dell’archeologia industriale del territorio.

 

Uno sguardo sulle trasformazioni della città contemporanea arriverà invece con il tour del Macrolotto Zero, sempre sabato 24 ottobre, con partenze alle 15.30 e alle 17. Dal Punto Luce di Save the Children, il percorso attraverserà Prisma Lab, MacroZero Hub e il Playground, per raccontare come un’area storicamente produttiva e industriale stia vivendo un processo di rigenerazione urbana e sociale attraverso nuovi spazi dedicati all’incontro, alla creatività e alla partecipazione.

 

Il 24 e 25 ottobre saranno aperte alle visite guidate anche le Manifatture Digitali Cinema di Prato, per un viaggio dietro le quinte delle produzioni cinematografiche e televisive. Il pubblico potrà conoscere gli spazi dedicati alla scenografia, agli effetti speciali e alle tecnologie digitali, scoprendo professioni e competenze di una realtà che unisce artigianato, formazione e innovazione.

 

Dalle aziende in piena attività agli antichi opifici recuperati, dagli archivi tessili ai nuovi spazi della produzione e della creatività, TIPO Festival 2026 invita così a vivere Prato attraverso le sue fabbriche e le persone che le animano, per comprendere da vicino un territorio che continua a fare, creare e trasformare.

 

Spazio anche alla realtà virtuale al TIPO Festival. Sempre grazie al progetto europeo EPIC – Experience Prato Industrial Culture, i visitatori potranno vivere un’esperienza di realtà virtuale con visori nei nuovi spazi di Manifatture Digitali Cinema Prato, i locali dell’ex-anagrafe pratese, con ingresso gratuito previa prenotazione. Indossati dei visori VR, le persone saliranno virtualmente su un elicottero, che li porterà a conoscere i luoghi più rappresentativi del patrimonio industriale pratese, con un cicerone d’eccezione, l’attore e sceneggiatore Francesco Ciampi. Altri visori, inaugurati sempre nel contesto di TIPO due anni fa, sono disponibili alla Biblioteca Lazzerini: “Cimatoria Campolmi 1953”, questo il nome del progetto, ha arricchito il patrimonio di turismo industriale di Prato di una nuova dimensione grazie allo storytelling digitale. Anche in questo caso, l’uso di tecnologie VR/AR consente di creare ricostruzioni storiche virtuali degli ambienti industriali, permettendo ai visitatori di esplorare e comprendere meglio il patrimonio industriale della città.

 

Per TIPO Festival la città di Prato fa sistema: in occasione dell’evento i principali musei della città resteranno aperti al pubblico con orari ordinari e aperture straordinarie, offrendo l’opportunità di scoprire il patrimonio artistico e culturale di Prato (Museo del Tessuto, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Museo di Palazzo Pretorio e Museo dell’Opera del Duomo: il 23 e 24 ottobre, apertura continuata fino alle 23). Sempre nei giorni del festival, inoltre, il centro sarà animato anche dal mercato “Eccellenze sabaude” e da “Collezionare in piazza”. Previste anche iniziative degli esercizi commerciali del centro in collaborazione con “Confcommercio Pistoia e Prato” e “Confesercenti Prato”; la promozione del festival vede la collaborazione anche di “CNA Toscana Centro”, “Confartigianato Imprese Prato”, “Confindustria Toscana Nord”, “Federalberghi Prato e Provincia”.

 

Il programma completo e sempre aggiornato del festival e le modalità di prenotazione degli eventi sono disponibili su www.tipo.prato.it e www.epicprato.it.

 

Che cos’è EPIC

EPIC – Experience Prato Industrial Culture, è un progetto finanziato da European Urban Iniziative tramite Fondo Europeo di Sviluppo Regionale che si svolge dal 1/12/2024 al 31/05/2028. Sono partner e co-finanziatori del progetto il Comune di Prato (capofila), CNR – IBE Istituto di bioeconomia, Cristoforo Cooperativa sociale, LAMA impresa sociale, Immerxive, Flod, Associazione Eutropian, Museo del Tessuto, Fondazione Sistema Toscana – Manifatture Digitali Cinema, Awhy. EPIC prevede anche la capitalizzazione e trasferimento dell’esperienza pratese alle città europee di Bilbao (Spagna), Pilsen (Repubblica Ceca), Miskolc (Ungheria).

 

 

 

 

 

 

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