Dal 30 novembre prossimo partirà a Pescia il nuovo sistema di raccolta porta a porta, che per Marco Matteucci, referente per la montagna di Fdi Pescia e Giacomo Melosi capogruppo in consiglio comunale, presenta forti criticità.

 

“Siamo i primi a riconoscere che sul sistema di raccolta dei rifiuti fosse necessario intervenire, ma cambiare non significa necessariamente migliorare e, soprattutto, non significa imporre lo stesso modello indistintamente a tutto il territorio”

 

“Per la montagna, questo progetto rischia di essere una scelta profondamente sbagliata – sottolinea Matteucci – quello che viene definito “porta a porta”, in molte zone montane, non lo sarà affatto perché i cittadini dovranno infatti portare i propri bidoncini in specifici punti di raccolta e successivamente tornare a riprenderli.

Per molti residenti, e soprattutto per le persone anziane, questo significa dover affrontare un viaggio in più, spesso su strade di montagna e in condizioni non certo agevoli. Chiamarlo “porta a porta” non cambia la sostanza.

E c’è poi il problema delle seconde case, particolarmente importante nel nostro territorio montano. Chi utilizza l’abitazione soltanto la domenica, o comunque per brevi periodi, rischia di trovarsi nella situazione paradossale di dover portare con sé la propria spazzatura e conferire direttamente i rifiuti al centro Alia delle Macchie di San Piero. In altre parole un servizio per il quale si paga caro, ma del quale, in determinate situazioni, non si usufruisce.”

 

“Noi riteniamo che esistano alternative molto più adatte alle caratteristiche del nostro territorio, una soluzione ibrida, con isole ecologiche dotate di cassonetti intelligenti ad accesso tramite chiavetta o tessera, avrebbe potuto garantire maggiore flessibilità, controllo e comodità, soprattutto nelle zone rurali e montane – prosegue Matteucci -

Un sistema capace di adattarsi alla realtà del territorio, anziché costringere il territorio ad adattarsi a un modello preconfezionato”

 

“Questa possibilità non abbiamo avuto modo di discuterla nella fase di predisposizione del progetto perché al Consiglio comunale non è stata data la possibilità di esaminare preventivamente una bozza e formulare osservazioni. Lo stesso sindaco, in commissione, aveva dichiarato che non ci sarebbe stata trasmessa una bozza, ma direttamente il progetto definitivo, come hanno fatto – incalza Melosi – non si può chiedere al Consiglio comunale di discutere quando le scelte sono già state definite.”

 

Eppure, secondo quanto riferito anche dagli stessi funzionari di Alia, un sistema con isole ecologiche e cassonetti ad accesso controllato sarebbe stato tecnicamente possibile.

 

“Ci chiediamo perché allora non sia stato seriamente valutato, perché non sia stato consentito al Consiglio comunale di confrontarsi sulle diverse possibilità prima di arrivare al progetto definitivo – prosegue Melosi -Non siamo contrari alla raccolta differenziata e non siamo contrari al cambiamento.Siamo contrari all’idea che esista un unico modello valido per tutti”

 

La raccolta differenziata, del resto, esiste già oggi: i cassonetti sono divisi per tipologia. Il problema è anche l’educazione al corretto conferimento e, soprattutto, ciò che avviene dopo la raccolta.

 

In Toscana, a fronte di una percentuale di raccolta differenziata del 68%, solo una parte viene effettivamente riciclata e una quota viene trasformata in energia. Non basta quindi cambiare il modo in cui raccogliamo i rifiuti: bisogna intervenire sull’intero ciclo.

 

“Fratelli d’Italia continua a sostenere una proposta semplice: porta a porta dove è realmente efficace, isole ecologiche e cassonetti intelligenti dove il territorio lo richiede, perché Pescia non è soltanto il centro cittadino, ci sono frazioni, campagne e una vasta area montana, con caratteristiche completamente diverse – concludono gli esponenti di FDI – Un buon amministratore non impone lo stesso vestito a tutti, ma costruisce un sistema che tenga conto delle esigenze delle diverse comunità.

Quello che vediamo oggi, invece, è il rischio dell’ennesimo progetto costruito più sulla logica dell’imposizione che su quella dell’efficienza.

Prima di imporre un cambiamento, sarebbe stato necessario ascoltare chi quel territorio lo vive davvero.”

 

FDI Pescia

 

Comunicato stampa