Pubblichiamo il comunicato stampa di Pescia Democratica concernente il cambio di nome della Cassa di Risparmio.Un consigliere di maggioranza ,da noi contattato ci ha assicurato il massimo impegno dell’Amministrazione  per evitare che il nome di Pescia scompaia dal logo della Banca.

“E’ notizia di questi giorni che la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia per decisione dell’assemblea degli azionisti ha cambiato nome e si chiamerà cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia.
Al di là delle legittime motivazioni commerciali che possono stare dietro un’operazione come questa, nel momento in cui alla stessa banca, nell’ambito di una riorganizzazione interna territoriale del gruppo Intesa,  saranno conferite filiali presenti nel territorio di Lucca e dintorni, rimaniamo abbastanza perplessi e stupiti  per la facilità con cui un marchio storico e importante per il territorio  come la Caripit sia stato liquidato nel silenzio generale della politica e delle istituzioni, a dimostrazione ancora una volta che Pescia ormai conta poco e che una città con la sua storia socio-culturale  e le sue caratteristiche di centro di servizi  comprensoriale stia declinando  al ruolo di periferia dell’area vasta metropolitana.
Quindi non bastassero la crisi della floricoltura che nessuno si prende la briga di affrontare con strumenti politico-amministrativi   incisivi, le difficoltà del tessuto produttivo, la mancata attuazione di progettualità fondamentali come il nuovo parco di Pinocchio, l’impoverimento  di città di servizi con il progressivo ridimensionamento dell’ospedale con la scusa di farne uno nuovo che non si realizzerà mai , la certa perdita del catasto e la probabile dipartita del tribunale ora arriva anche, a simboleggiare l’inesorabile declino, la cancellazione del nome dalla più antica e prestigiosa Banca del territorio nel silenzio generale, anche questo emblema dell’impotenza e dell’incapacità di chi ci amministra.
La fondazione Caripit, azionista della banca ed ente che rappresenta il territorio, non ha sentito la minima esigenza di difendere la storia dell’istituto e il prestigio di una realtà come Pescia che tanto ha contribuito alla sua nascita e alla sua crescita; di questo ce ne rammarichiamo e ci sorprendiamo, poiché dal prof. Paci che da decenni è indefesso alla guida della banca e della Fondazione ci saremmo aspettati più memoria e riconoscenza.
Ci sorprendiamo meno del sindaco di Pescia, al quale ormai montano tutti in testa senza problemi di sorta, il quale senza fiato ha avallato l’ennesima scelta che penalizza e mortifica la nostra città.
Siamo talmente disillusi, che non porteremo nemmeno l’argomento in consiglio comunale, talmente siamo abituati alle  discussioni sterili e alle  prese in giro per i cittadini che sono la vera specialità di questa amministrazione di centro-destra, che in questi ultimi tre anni ha dato il colpo di grazia a Pescia sotto tutti i punti di vista: economico, sociale, culturale .
L’unica cosa che ci conforta è che prima o poi arriverà anche per questa incompetente e debole amministrazione il giorno del giudizio; elettorale, ma pur sempre giudizio”. 

Fonte: Pescia Democratica