Pubblichiamo l’articolo inviatoci dal sig. Lorenzo Puccinelli Sannini

APPEASEMENT ITALIANO

Per appeasement si intende una acquiescenza politica, conseguita per lo più a prezzo di gravi concessioni.

L’appeasement storicamente più noto fu quello del primo ministro inglese Neville Chamberlain attuato nei confronti della Germania nazista a partire dal 1937 nel tentativo illusorio di evitare la seconda guerra mondiale. Tutti sappiamo come andò a finire. Le richieste di Hitler si fecero sempre più numerose e pressanti finché il medesimo, convinto che l’Inghilterra e presumibilmente anche la Francia non avrebbero mai avuto il coraggio di intervenire militarmente per fermarlo, invase la Polonia, scatenando così la seconda guerra mondiale.

Inghilterra e Francia capirono troppo tardi il loro errore e chissà come sarebbe andata se alla fine non fossero intervenuti gli Stati Uniti.

Il detto “historia docet” è sicuramente valido, ma perché funzioni occorre che dall’altra parte ci sia qualcuno disposto ad imparare altrimenti gli insegnamenti della

storia si perdono nel nulla.

Ritornando all’esempio precedente, è possibile se non probabile, che di fronte ad un atteggiamento da subito più risoluto dell’Inghilterra, Hitler avrebbe esitato prima di scagliare i suoi eserciti contro la Polonia o perlomeno l’inizio del conflitto sarebbe stato rimandato, dando così agli alleati anglo-francesi più tempo per prepararsi allo scontro.

Oggi, a distanza di ottantacinque anni, ci troviamo di fronte ad un altro episodio di appeasement, ma questa volta il palcoscenico è quello italiano.

Dal 22 ottobre 2022 il nostro Paese è guidato da un governo di centro-destra di cui Giorgia Meloni è il presidente, un governo eletto democraticamente dal popolo italiano tramite regolari elezioni politiche. Ci si dovrebbe aspettare che questo esecutivo rimanga in carica per i cinque anni previsti dalla costituzione fino alla successiva consultazione elettorale del 2027 e che l’opposizione svolgesse la sua legittima funzione di critica in ambito parlamentare.

Si dovrebbe anche poter supporre che le leggi formulate dal governo ed approvate dalla maggioranza parlamentare venissero applicate, ma spesso, troppo spesso, ciò non avviene. Siamo oggi di fronte ad una situazione politica assurda, una situazione in cui non è la maggioranza che governa bensì l’opposizione. Un esempio per tutti: il governo ha realizzato in Albania un centro dove raccogliere gli immigrati irregolari in attesa del rimpatrio nei rispettivi paesi di provenienza, ma il medesimo non può funzionare grazie all’opposizione della magistratura di sinistra.

In che modo l’opposizione riesce a paralizzare le iniziative del governo? Tramite i suoi due bracci armati: le frange violente costituite dai così detti antagonisti riuniti nei centri sociali (vedi Leoncavallo) e dai black bloc. Ad ogni manifestazione indetta dalla sinistra questi signori si staccano dalla maggioranza pacifica e sfasciano tutto quello che trovano lungo la loro strada assalendo violentemente le forze dell’ordine che cercano di contenerli e ferendo numerosi agenti.

Il secondo braccio è formato dalla magistratura che teoricamente dovrebbe essere apartitica, ma che invece, nella sua componente denominata “Magistratura Democratica” appoggia sempre le posizioni dell’opposizione; evidentemente questi magistrati hanno una ben strana idea di cosa significhi la legge è uguale per tutti. Oggi poi a questi due bracci se ne aggiunge un terzo non meno potente: il sindacato CGIL il cui segretario generale ha indetto per Gaza uno sciopero generale, dichiarato illegittimo dalla Commissione di garanzia sugli scioperi, per venerdì 3 ottobre 2025: nonostante il veto della Commissione lo sciopero c’è stato e Landini ha anche detto: noi andremo avanti sempre e comunque!

Tracciata questa breve fotografia dell’Italia di oggi, chiediamoci quale sia il vero obiettivo delle sinistre: ovviamente quello di sostituirsi quanto prima possibile al governo Meloni. Non vogliono che Giorgia faccia la fine dello statunitense Charlie Kirk, anche se un suo decesso prematuro qualcuno se lo augura imbrattando di rosso i monumenti, perché si rischierebbe di farne una martire e la cosa potrebbe nuocere all’opposizione. Le vie da seguire quindi sono essenzialmente due.

La prima consiste nella rivolta sociale auspicata da Landini il quale specifica però che non ha mai accennato alla violenza. Personalmente mi risulta difficile immaginare una ‘rivolta sociale’ effettuata senza ricorrere alla violenza, propendo a credere che si tratti di un invito alla rivoluzione, ovviamente sanguinosa.

La seconda strada possibile è rendere l’Italia totalmente ingovernabile tramite i continui scioperi che hanno come parole d’ordine blocchiamo tutto e sfasciamo tutto, tramite l’incremento dell’immigrazione incontrollata, il sequestro abusivo delle abitazioni, l’immediata scarcerazione dei delinquenti stranieri e così via. Alla fine gli italiani potrebbero arrendersi ed i parlamentari sfiduciare il governo.

A fronte di questa situazione il governo italiano può scegliere due strade.

La prima, che per il momento sembra abbia imboccato, è appunto quella dell’appeasement: il ministro Salvini rinuncia a precettare coloro che hanno partecipato allo sciopero non autorizzato, il centro di raccolta in Albania viene praticamente abbandonato, si permette a Landini di proclamare scioperi ad oltranza, la polizia blocca i delinquenti incappucciati che hanno agito al grido di blocchiamo e sfasciamo tutto e ed alla magistratura viene consentito di rimandarli a a casa il giorno dopo. Alla base di questo comportamento ci sono probabilmente due fattori: la paura del peggio e la speranza (vana) che tutto si normalizzi per volontà del Signore. Dubito che il Signore decida di intervenire dopo che che sulla statua di Papa Giovanni II hanno scritto fascista di m….

La seconda strada che il governo potrebbe scegliere è quella che potremmo definire “del pugno duro”. Una strada di libertà e di democrazia visto che l’attuale esecutivo è stato scelto liberamente e democraticamente da una larga maggioranza degli italiani. Scegliendo questa strada tutti dovrebbero osservare le leggi emanate dal governo, chi delinque dovrebbe finire in galera compresi i magistrati che vorrebbero rimetterli subito in libertà, le frontiere italiane dovrebbero essere chiuse per gli immigrati irregolari, chi occupa abusivamente una casa non sua dovrebbe venire immediatamente arrestato ed i vari maranza affidati ad una struttura correzionale.

Alle forze dell’ordine, polizia e carabinieri, dovrebbe esser consentito, per reprimere i disordini, non solo l’uso di idranti e lacrimogeni, ma anche, se necessario, del taser e dei proiettili di gomma. Infine, se le forze dell’ordine non fossero sufficienti di numero per far rispettare l’ordine e garantire ai cittadini una esistenza sicura, dovrebbe venire utilizzato l’esercito fino al conseguimento dell’obbiettivo e cioè fino al ripristino in Italia di una vita civile.

Naturalmente l’opposizione griderebbe “Fascismo, Fascismo”, ma d’altra parte lo sta già facendo e ciò che è stupefacente è che non si rendono conto che i veri “Fascisti” sono loro.

Capisco che per Giorgia Meloni e colleghi scegliere questa seconda strada non sia facile; è una strada piena di pericoli e di insidie personali e politiche, ma è la sola che vedo praticabile se vogliamo tentare di salvare l’Italia.

Conoscendo personalmente Giorgia non mi stupirei se decidesse di sceglierla.

Lorenzo Puccinelli Sannini

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