GUERRA. Piante ornamentali: leggero aumento del valore dell’export per le aziende pistoiesi
357 milioni di euro nel 2025 (elaborazioni Coldiretti su dati Istat)
Il conflitto in Medio Oriente crea conseguenze, che si aggiungono a quelle causate dal confitto in Ucraina: riduzione dell’export verso i paesi del quadrante mediorientale (8,7 milioni di euro nel 2025 da Pistoia, 28 milioni da tutta Italia), riduzione dei margini (aumento dei costi energetici), calo globale della domanda di piante vive
“Un leggero aumento chiude il 2025 dell’export delle piante vive delle aziende pistoiesi verso il resto del mondo. Ma con lo scoppio dell’ultima guerra, che vede contrapposti Usa/Israele all’Iran, e che coinvolge tutto il Medio Oriente, i conti e i primati pistoiesi saranno messi a dura prova ancor di più. Sia direttamente, sia indirettamente -lo dichiara Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia, commentando le elaborazioni dell’associazione dei dati Istat appena diffusi dall’Istituto di statistica nazionale-”.
I dati. Nel 2025 il polo pistoiese ha inviato all’estero piante vive per un totale di 357 milioni di euro, più 4% rispetto al 2024. I dati dell’ultimo trimestre 2025 dicono che l’export è stato di circa 75 milioni di euro, con un balzo del 14% rispetto allo stesso periodo del 2024.
“Il polo vivaistico pistoiese mantiene i suoi primati, perché riesce a produrre ottime piante che poi sono messe a dimora sia in paesi dal clima rigido e piovoso (come il Regno Unito), sia in paesi caldi e desertici come quelli del quadrante mediorientale -spiega Tesi-. Verso questa regione, negli scorsi anni il fatturato annuo medio, con oscillazioni, era circa il 2% valore dell’export delle aziende pistoiesi”. In valore assoluto, con il dato 2025 dice che le esportazioni pistoiesi verso il Medio Oriente è stato di 8,7 milioni di euro, già in leggera discesa, rispetto al 2024. Complessivamente l’Italia ha esportato in quell’area oltre 28 milioni di euro di Piante Vive.

“Il conflitto mette a rischio direttamente l’export in Medio Oriente, che include paesi nel pieno del focolaio della crisi: Arabia Saudita, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Georgia, Giordania, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Repubblica islamica dell’Iran, Siria, Territorio palestinese occupato, Yemen -spiega Tesi-. Ma le conseguenze per il nostro settore saranno sicuramente più importanti, e si aggiungono ai danni già causati dal conflitto in Ucraina, che ha ‘chiuso’ vari mercati, creando difficoltà anche alle rotte da percorrere per raggiungere i paesi asiatici”.

Le conseguenze. Da un lato l’aumento dei costi energetici, già elevati, a cominciare dal gasolio agricolo su cui c’è il forte sospetto che sia oggetto di speculazioni non legittime.
Dall’altro l’incertezza internazionale spingerà maggior discernimento nell’acquisto di piante in tutti i paesi. “Da un lato l’aumento dei costi inevitabilmente ridurranno i margini di guadagno, dall’altro il calo della domanda ci fa preoccupare non poco per il futuro -conclude Tesi-. Ovviamente, siamo preoccupati per la situazione internazionale che produce vittime e danni, noi ce la metteremo tutta per tenere vivo il settore delle piante ornamentali, che è importante per Pistoia, e per tutto il pianeta”.

Ufficio stampa Coldiretti – Pistoia

Comunicato stampa