Sei email, corredate di documenti tecnici, inviate tra il 25 gennaio e il 25 dicembre 2020 al vertice dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, per segnalare che le norme per la gestione del rischio biologico da Covid-19 esistevano già dal 2008 e andavano solo applicate. È la documentazione trasmessa integralmente alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul COVID, presieduta da Marco Lisei, dal giornale ‘La Firenze che vorrei’.
Gli atti riguardano le comunicazioni firmate dal prof. Roberto Lombardi (già ISPESL poi INAIL), tra gli estensori tecnici per l’attuazione del D.Lgs. 81/2008. Secondo la ricostruzione, già il 25 gennaio 2020 Lombardi aveva segnalato all’allora presidente dell’ISS, Silvio Brusaferro, la necessità di applicare le procedure previste per gli agenti biologici di “Gruppo 3″, allegando indicazioni su DPI e disinfezione. Nei mesi successivi, con l’avanzare della pandemia, l’esperto ha reiterato gli allarmi sulle scorte e sui contagi tra il personale sanitario, criticando la genericità delle indicazioni OMS diffuse dal Ministero e mettendo a completa disposizione le proprie competenze.
L’intera cronologia può servire ora a chiarire davanti alla Commissione Covid perché tali protocolli tecnico-scientifici e normate già vigenti non siano state utilizzate dalle istituzioni competenti durante l’emergenza pandemica.
Lorenzo Somigli
Comunicato stampa
