CAMBIO ALLA GUIDA DEL PARTITO DEMOCRATICO DI PESCIA: LUCA TRIDENTE HA ANNUNCIATO LE DIMISSIONI ALL’ASSEMBLEA COMUNALE CHE GUIDAVA DAL 2021.

Un mandato caratterizzato dalla vittoria alle elezioni amministrative del 2023 che ha riportato il centrosinistra al governo della città. 

 

L’assemblea comunale ha ringraziato il Segretario uscente per il lavoro svolto e votato all’unanimità il successore. Su proposta dello stesso Tridente, i democratici di Pescia hanno eletto Simone Bertini, capogruppo PD in Consiglio Comunale.

 

“Da ieri sera sono il nuovo segretario del Partito Democratico di Pescia – dichiara Bertini – è una responsabilità importante, che accolgo con gratitudine verso chi mi ha dato fiducia, ma soprattutto con una domanda: che cosa può essere oggi un partito? Sentiamo ripetere spesso che le persone si sono allontanate dalla politica. È vero. Ma forse, prima di chiederci perché le persone si siano allontanate, la politica dovrebbe chiedersi perché non è più riuscita a farle sentire parte di qualcosa. È da qui che vorrei cominciare. Vorrei che il PD di Pescia tornasse ad essere un luogo nel quale incontrarsi, discutere, confrontarsi. Non soltanto in occasione delle elezioni o quando ci sono decisioni interne da prendere. Per questo vorrei organizzare un incontro ogni quindici giorni, aperto agli iscritti e ai non iscritti, per parlare di Pescia ma anche di lavoro, sanità, scuola, ambiente, giovani, sicurezza, immigrazione, economia, diritti, tecnologia. Dei problemi di oggi e di quelli che stanno già costruendo il nostro domani.

Perché non occorre avere una tessera per avere qualcosa da dire. Vorrei ascoltare anche chi non ci vota, chi non ci vota più, chi ha un’opinione diversa dalla nostra. Perché un partito che parla soltanto con chi è già d’accordo rischia, alla fine, di ascoltare soltanto se stesso. E credo che proprio da qui passi anche la sfida al populismo. Viviamo in un tempo nel quale a problemi sempre più complessi vengono offerte risposte sempre più semplici. È facile indicare un colpevole. È facile promettere che esista una soluzione capace di accontentare tutti. È molto più difficile dire che la realtà non sempre coincide con i nostri desideri e che ogni scelta porta con sé conseguenze. La politica dovrebbe avere il coraggio di fare proprio questo: ascoltare le paure senza alimentarle, riconoscere i problemi senza inventare nemici, scegliere senza guardare soltanto al consenso di domani mattina. Perché il consenso è indispensabile in democrazia. Ma c’è una differenza profonda tra cercare il consenso per realizzare un progetto e cambiare continuamente il proprio progetto per inseguire il consenso. E quando la politica vive soltanto nel presente, smette di costruire il futuro. Le scelte compiute da chi ci ha preceduto hanno contribuito a determinare il presente nel quale viviamo. Quelle che facciamo noi oggi faranno lo stesso con il mondo che lasceremo a chi verrà dopo. Lo diciamo continuamente ai nostri ragazzi: «Voi siete il futuro». È vero. Ma quel futuro dipenderà anche da noi. Per questo la politica deve tornare a guardare più lontano. Deve studiare, ascoltare, mettere insieme conoscenze ed esperienze diverse, accettare la complessità invece di nasconderla dietro una risposta facile. Deve recuperare un’intelligenza di sistema. Non vorrei quindi un PD nel quale siamo sempre tutti d’accordo. Vorrei un partito nel quale si possa discutere, dissentire e persino cambiare idea. Nel quale una persona possa entrare senza avere già una risposta e uscire magari con una domanda in più. Perché la democrazia non vive soltanto il giorno delle elezioni. Vive ogni volta che qualcuno decide di non delegare ad altri il compito di pensare, discutere e scegliere. È questo il partito che vorrei provare a costruire.

Un partito con le porte aperte e lo sguardo rivolto un po’ più lontano dell’oggi. E prima di cominciare questo nuovo percorso, voglio ringraziare Luca Tridente, che mi ha preceduto come segretario ma che per me è prima di tutto un amico. Grazie per il lavoro fatto in questi anni, per quello che hai dato al nostro partito e anche per quello che hai dato a me. Per i confronti, i consigli, le discussioni e per la fiducia che non mi hai mai fatto mancare. Assumere questa responsabilità significa anche raccogliere una parte del lavoro fatto da chi c’era prima e provare a portarlo avanti mettendoci qualcosa di mio. Grazie Luca, adesso si comincia. Perché il futuro appartiene a chi verrà. Ma comincia dalle scelte di chi c’è oggi”.

PD Pescia

Comunicato stampa

 

Nelle foto: Simone Bertini