La CISL Toscana Nord e la CISL Scuola Toscana Nord intervengono nel dibattito di questi giorni
sull’assistenza sanitaria integrativa per il personale scolastico, una tutela aggiuntiva già presente da
molti anni nei contratti di numerose categorie del lavoro pubblico e privato. Una misura che non
sostituisce il Servizio sanitario nazionale e che non viene finanziata sottraendo risorse al Fondo
sanitario nazionale.
«Difendere la sanità pubblica e ampliare le tutele contrattuali dei lavoratori non sono obiettivi
alternativi», afferma Michele Folloni, Segretario Generale CISL Toscana Nord. «La CISL continuerà
a battersi per un Servizio sanitario nazionale forte e universalistico, ma sarebbe incomprensibile
rinunciare, proprio per questo, a strumenti di welfare che possono offrire ai lavoratori una protezione
ulteriore. Sono opportunità che in moltissimi altri settori esistono da anni e che anche il personale
della scuola ha diritto di avere».
Sul finanziamento occorre evitare rappresentazioni semplicistiche. La legge ha autorizzato 65 milioni
di euro annui dal 2026 al 2029 per l’assistenza sanitaria integrativa. Una parte della copertura è
riferita al Fondo nazionale per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, ma questo non significa
che vengano prelevati 50 milioni di euro dai bilanci delle singole scuole o sottratte somme già
assegnate agli istituti per le attività programmate. Allo stesso modo, quelle risorse non provengono
dal Fondo sanitario nazionale.
«In questi giorni stanno circolando ricostruzioni parziali, affermazioni fuorvianti e vere e proprie
forzature, provenienti anche da ambienti sindacali», dichiara Gian Michele Mostardini, Segretario
Generale CISL Scuola Toscana Nord. «Il confronto tra organizzazioni è legittimo, anche quando le
posizioni sono profondamente diverse. Ma quando un’informazione inesatta può indurre un
lavoratore a rinunciare a una tutela, il limite è superato. Non si costruisce consenso alimentando
paure: si mettono le persone nelle condizioni di conoscere e decidere».
Il punto è particolarmente delicato perché l’adesione è volontaria e il termine è fissato al 20 settembre.
Una notizia falsa o tendenziosa diffusa a pochi giorni dalla scadenza non rappresenta quindi una
semplice schermaglia sindacale: può incidere concretamente sulla decisione di migliaia di lavoratrici
e lavoratori.
Concludono Folloni e Mostardini: «Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato ad aderire; certamente CISL
parla con cognizione di causa. Ma nessuno dovrebbe rinunciare perché qualcuno gli ha fatto credere
che questa opportunità venga pagata togliendo soldi alla propria scuola o alla sanità pubblica.
Chiediamo una cosa molto semplice: informarsi, conoscere le prestazioni e poi scegliere liberamente.
La libertà di scelta esiste davvero soltanto quando l’informazione è corretta Il sindacato si misura
anche dalla capacità di trasformare la contrattazione in protezione concreta. Ogni tutela conquistata
per chi lavora è uno spazio di sicurezza in più. E quando una possibilità c’è, il nostro compito è farla
conoscere, non nasconderla dietro contrapposizioni ideologiche».
Michele Folloni
Segretario Generale CISL Toscana Nord
Gian Michele Mostardini
Segretario Generale CISL Scuola Toscana Nord

 

Comunicato stampa