A Pescia qualcuno, in queste ore, pensa di fare il “salvatore della patria” proponendo di
accorpare i due istituti comprensivi della Città per “salvare” l’Istituto Agrario
“Anzilotti”.
Una proposta assurda, pericolosa, dannosa.
Diciamolo chiaro: chi immagina di fondere due grandi istituti non ama la scuola, la
sta mettendo a dura prova; a Pescia come altrove.
Non c’è alcuna logica educativa, organizzativa o territoriale in questa follia.
C’è solo contrapposizione politica di basso livello, improvvisazione, arroganza e
ricerca di visibilità, utilizzando un contesto delicato e strategico.
Accorpare due realtà solide e complesse significa distruggere equilibrio, qualità e
identità, significa creare strutture spesso ingestibili (un riferimento alla particolarità del
territorio no?), allontanare le dirigenze dai plessi, compromettere la relazione con le
famiglie.
Chi propone questo disastro non conosce la scuola. O, peggio, sa della sua realtà
unica e se ne infischia.
Le soluzioni serie, sensate e sostenibili esistono già, e sono state individuate nella
precedente Conferenza zonale.
Sono emerse proposte concrete, equilibrate, rispettose del territorio e delle persone che
ogni giorno fanno vivere la scuola.
Ignorarle oggi, per spirito di contrapposizione, è un gesto irresponsabile e miope.
Assecondare questo tipo di visione senza alcun fondamento, significherebbe creare un
mega istituto di circa duemila alunni, senza considerare altre realtà minori, che
rimarrebbero “magicamente” intoccate.
Sia chiaro: a noi non interessano né le correnti politiche, né le contrapposizioni
personali; tanto meno le logiche di bottega e gli strapuntini. Ci esprimiamo e agiamo nel
solo interesse delle Istituzioni scolastiche, degli alunni e degli studenti, delle loro
famiglie e, ovviamente, di tutti i lavoratori della Scuola, che in queste ore – in troppi
casi – stanno vivendo momenti di forte tensione e angoscia a causa di questa
promiscuità e superficialità nel trattare un argomento così delicato.
Tutto il resto è propaganda, superficialità travestita da visione, malafede
istituzionale.
Noi della CISL Scuola Toscana Nord non ci prestiamo a questa farsa.
Non staremo zitti davanti a chi usa la scuola per giocare di sponda politica o per
marcare posizioni personali.
La scuola non si piega, non si baratta, non si svende per nessuno.
Difenderemo la scuola del territorio e dei territori della Valdinievole con la forza di chi
la conosce e la vive ogni giorno, nelle aule, nei collegi, nei corridoi.
Contro l’improvvisazione, contro la disinformazione, contro chi pensa che basti uno
schema per cancellare anni di lavoro e di comunità.
La scuola, anche a Pescia, è un presidio del territorio.
Chi la piega a logiche di contrapposizione ne mina le fondamenta.
Chi gioca con la scuola, tradisce la scuola.
E noi ci opporremo in ogni modo.
Gian Michele Mostardini
Segretario Generale CISL Scuola Toscana Nord
CISL SCUOLA TOSCANA NORD
Lucca-Pistoia-Massa Carrara
Comunicato stampa
