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Anche a Pistoia si è costituito il Comitato provinciale per il referendum per rivedere l’attuale assetto istituzionale e organizzativo delle AUSL Toscane. E anche a Pistoia e in tutti i Comuni è cominciata in questi giorni la raccolta delle firme in calce alla richiesta che ha come obiettivo il ritorno alle USL territoriali. Rosanna Crocini, del Forum Toscano Movimenti per l’acqua e Ass. Alleanza Beni Comuni , Samuela Breschi del comitato Obiettivo Periferia e Lista Onda Etica e Ivano Bechini segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Pistoia, hanno esposto le ragioni dei promotori di un referendum che può sovvertire le priorità del dibattito politico toscano. “Anche in Toscana sono esplose le diseguaglianze: cittadini di serie A pagano la diagnostica ed eseguono in pochissimi giorni le analisi richieste, cittadini di serie B sono parcheggiati per mesi e mesi nelle liste di attesa e spesso il presidio sanitario disponibile è a oltre 50 km di distanza! Raccoglieremo quindi le firme necessarie con quei soggetti (comitati, associazioni, coordinamenti, ecc.) aderenti a questa proposta, con cui abbiamo in questi anni condiviso molte lotte per tutelare il diritto alla salute dei cittadini toscani e la difesa del servizio sanitario pubblico” afferma la Crocini. E la Breschi le fa immediatamente eco con “facciamo un appello agli operatori e operatrici del sistema sanitario che tante volte hanno dovuto sopperire con grande impegno e passione alle disfunzionalità del settore per dare una risposta decente ai cittadini: dite come stanno le cose, dateci una mano per far tornare la sanità pubblica al centro della sanità in Toscana. Non si può assistere in silenzio alla disarticolazione di un sistema che è stato il fiore all’occhiello della Toscana”. Mentre Bechini ha affermato “La proposta referendaria presentata ci convince perché intreccia la modifica dell’assetto organizzativo con l’intenzione di un coinvolgimento delle comunità locali nel definire i bisogni e le risposte sulle liste di attesa e sull’accesso all’assistenza ospedaliera e territoriale. Rifondazione Comunista da sempre ha denunciato gli effetti della controriforma del sistema sanitario toscano fortissimamente voluta dal Partito Democratico nel 2015: eccessivo accentramento istituzionale e organizzativo, pesante penalizzazione dei territori nella programmazione sanitaria, precarizzazione del lavoro e sempre maggiore esternalizzazione dei servizi, ovvero una sempre maggiore privatizzazione”. Ma trasversale nelle parole di chi presentava la proposta era la preoccupazione che fosse chiaro che l’obiettivo principale è “farsi sentire per fare in modo che l’organizzazione dei servizi torni ad essere il più vicina possibile alle esigenze delle persone”. Saranno preparati banchetti nei giorni di mercato dei principali Comuni (Pistoia, Pescia, ecc.), presenza davanti agli ospedali, moduli già presentati in tutti i Comuni della provincia (Uffici URP e Segreterie comunali) per raccogliere tante firme e poter così far irrompere nel dibattito politico oggi e nelle future campagne elettorali una questione che coinvolge tutti i cittadini: la salute e la sua difesa. Lungo è l’elenco dei Comitati e Associazioni (ma anche forze politiche come M5S) che aderiscono all’iniziativa che ha già suscitato interesse in molti cittadini. Si può firmare fino al 20 settembre 2025.

 

Alleanza Beni Comuni Pistoia

Comunicato stampa

 

 

Comunicato stampa