Il gruppo consiliare di Pescia Cambia, Vittoriano Brizzi, Roberto Bellandi e Celeste Vassallo, d’intesa con Oreste Giurlani,  ha scritto una lettera di protesta al sindaco di Pescia Riccardo Franchi contro la cancellazione del mercato del 5 settembre.

 

“IL mercato del sabato- dicono i consiglieri di opposizione- per la prima volta in trent’anni viene cancellato, con la motivazione che il giorno dopo c’è il Palio. Una decisione assurda, visto che da 12 mesi si sa che il Palio 2026 sarebbe avvenuto nella giornata del 6 settembre e quindi poteva essere spostato di data o dislocato in un’altra zona.

 

I più colpiti sono ovviamente gli ambulanti, che hanno ricevuto la comunicazione dell’amministrazione comunale con grave ritardo. Si tratta di persone che lavorano in condizioni difficili e vanno rispettate.

 

Per loro anche un danno economico e ci immaginiamo siano previste delle forme di indennizzo, in ogni caso con spreco di denaro pubblico, perché evitabile.

 

Certo, da chi si riempie la bocca con la partecipazione, l’inclusione, la concertazione, come fa il Pd che è la componente politica di questa maggioranza veramente fallimentare, ci saremmo aspettati un comportamento decisamente diverso. Vogliamo spiegazioni e una correzione di tiro”.

 

 

 

Questa la lettera integrale

 

 

 

PESCIA CAMBIA

 

Pescia li 29 agosto 2026

 

 

 

LETTERA APERTA AL SINDACO DI PESCIA

 

 

 

Oggetto: annullamento del mercato settimanale del 5 settembre – una decisione grave e inaccettabile

 

 

 

Signor Sindaco,

 

 

 

la decisione dell’Amministrazione comunale di annullare il mercato settimanale di sabato 5 settembre, in vista del Palio di Pescia del giorno successivo, è una scelta che considero grave, incomprensibile e inaccettabile, sia nel merito che nel metodo.

 

 

 

È la prima volta, dopo circa trent’anni, che in occasione del Palio il mercato viene annullato senza essere spostato o senza individuare una soluzione alternativa.

 

 

 

Ed è proprio questo il primo punto sul quale credo che il Sindaco debba dare una spiegazione alla città.

 

 

 

Il Palio non è un’emergenza né un evento imprevisto. La sua data è conosciuta da tempo. Perché, allora, non si è programmata per tempo una soluzione che consentisse lo svolgimento del mercato?

 

 

 

Ancora più grave è il modo con cui la decisione è stata comunicata agli ambulanti, che l’hanno appresa soltanto adesso, a pochi giorni di distanza e senza una preventiva concertazione.

 

 

 

Parliamo di persone che lavorano, che programmano le proprie giornate e che avevano già organizzato acquisti e merci contando sul mercato di Pescia.

 

 

 

Chi risarcirà il danno economico che subiranno?

 

 

 

Il Comune restituirà integralmente quanto dovuto o già corrisposto dagli operatori per l’occupazione del suolo pubblico relativamente alla giornata cancellata?

 

 

 

Verrà prevista una giornata di recupero?

 

 

 

E soprattutto: perché non sono state preventivamente coinvolte le rappresentanze degli ambulanti per cercare insieme una soluzione?

 

 

 

Questo aspetto assume anche un evidente significato politico.

 

 

 

È difficile comprendere che un simile metodo venga adottato da una Giunta di centrosinistra, nella quale il Partito Democratico ha una presenza preminente.

 

 

 

Proprio da una maggioranza che si richiama ai valori del centrosinistra ci si dovrebbe aspettare dialogo, concertazione, ascolto delle categorie economiche e rispetto per chi lavora.

 

 

 

La concertazione non può essere un principio da richiamare soltanto a parole e poi dimenticare quando si governa.

 

 

 

Ma il danno non riguarda soltanto gli ambulanti.

 

 

 

Il mercato del sabato è parte della storia, della vita economica e sociale di Pescia. Porta persone in città, rappresenta un appuntamento per tanti cittadini e produce movimento anche per il commercio e le altre attività del centro.

 

 

 

Cancellarlo in questo modo significa arrecare un danno agli ambulanti, alla comunità, alle attività economiche e all’immagine stessa della nostra città.

 

 

 

Per questo chiedo al Sindaco e alla Giunta di spiegare pubblicamente:

 

 

 

•        perché, per la prima volta dopo circa trent’anni, non sia stata individuata una soluzione alternativa all’annullamento;

 

•        perché gli ambulanti siano stati informati solo all’ultimo momento;

 

•        perché non sia stata effettuata una preventiva concertazione con gli operatori e le loro rappresentanze;

 

•        come si intenda compensare il danno economico provocato;

 

•        se saranno restituite le somme relative all’occupazione del suolo pubblico;

 

•        se sia prevista una giornata di recupero;

 

•        e, soprattutto, se l’Amministrazione sia ancora disponibile a rivedere immediatamente questa decisione e a trovare una soluzione.

 

 

 

Perché una cosa deve essere chiara: se per trent’anni Pescia è riuscita a conciliare il mercato settimanale con il Palio, è difficile accettare che oggi l’unica soluzione possibile sia semplicemente cancellarlo.

 

 

 

Governare significa programmare, ascoltare, confrontarsi e trovare soluzioni.

 

 

 

Non significa decidere unilateralmente e comunicare a chi lavora, a pochi giorni di distanza, che perderà una giornata di attività.

 

 

 

Il Sindaco intervenga, dia spiegazioni alla città e soprattutto provi ancora a rimediare a una decisione che rischia di produrre un danno economico e di immagine del quale Pescia non ha certamente bisogno.

 

 

 

Vittoriano Brizzi

Capogruppo

 

Celeste Vassallo

Consigliere

 

Roberto Bellandi

Consigliere

 

Comunicato stampa